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Cosa accade al cervello durante un digital detox

By Mirko Rossi
Published 28 Aprile 2025
4 Min Read
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Il digitale ha trasformato il nostro rapporto con gli schermi, portando a una quotidianità dominata da dispositivi come smartphone, tablet e televisioni. Negli ultimi anni, scienziati e neurologi si sono interrogati su cosa succede al cervello umano quando si riduce drasticamente il tempo passato davanti a questi dispositivi. Gli studi più recenti, attraverso avanzate tecniche di imaging come la risonanza magnetica funzionale (fMRI) e la spettroscopia funzionale nel vicino infrarosso (fNIRS), stanno iniziando a offrire risposte chiare e sorprendenti.

 

Gli effetti del tempo davanti allo schermo sullo sviluppo cerebrale

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Negli anni Ottanta e Novanta, il tempo trascorso davanti agli schermi era limitato a pochi momenti settimanali, come i cartoni animati del sabato mattina o giochi didattici in laboratorio informatico. Oggi, invece, bambini e adulti trascorrono gran parte della giornata connessi a dispositivi elettronici.

 

Uno studio del 2018 pubblicato su Acta Paediatrica ha indagato la connessione cerebrale in 19 bambini tra gli 8 e i 12 anni, rivelando che più tempo passato davanti agli schermi si associava a una connettività ridotta nelle aree cerebrali legate al linguaggio e alla lettura. In modo analogo, una ricerca del 2023 apparsa su Child Neuropsychology ha documentato un indebolimento della connettività nei network neurali dell’attenzione e del controllo cognitivo nei bambini con alto consumo di contenuti digitali.

 

Nel 2020, uno studio pubblicato su JAMA Pediatrics ha utilizzato l’imaging a tensore di diffusione (DTI) per scoprire che i bambini in età prescolare con oltre un’ora quotidiana di esposizione agli schermi presentavano una mielinizzazione inferiore della materia bianca cerebrale, compromettendo così la velocità di trasmissione dei segnali neuronali.

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Anche gli adulti, soprattutto nella fascia 18-25 anni, non sono esenti da conseguenze: l’eccessivo utilizzo di dispositivi digitali è correlato a bassa autostima, dipendenza comportamentale, difficoltà di apprendimento e problemi di salute mentale.

 

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Come cambia il cervello durante una disintossicazione digitale

Staccarsi dagli schermi comporta cambiamenti neurologici significativi. Un recente studio del 2025 pubblicato su Developmental Science ha analizzato come si attiva il cervello di bambini tra 3 e 6 anni quando ascoltano una storia tramite un libro rispetto a un dispositivo digitale.

 

Durante l’attività di lettura condivisa di un libro, si è osservata una maggiore attivazione della giunzione temporo-parietale destra, una regione associata all’attenzione e all’elaborazione sociale. Al contrario, la stessa attivazione non avveniva quando i bambini ascoltavano la storia attraverso uno schermo. Questo dato suggerisce che la lettura tradizionale stimola meglio le capacità cognitive sociali rispetto all’esperienza digitale.

 

Lauren Pecukonis, a capo dello studio, ha sottolineato che i bambini erano più impegnati cognitivamente durante la lettura condivisa, mentre l’interazione con gli schermi sembrava non attivare in modo efficace le stesse aree cerebrali.

 

L’importanza di una dieta digitale equilibrata

L’American Academy of Pediatrics raccomanda di evitare completamente l’uso degli schermi per bambini sotto i due anni e di limitarlo a un massimo di un’ora al giorno per quelli tra i tre e i cinque anni. Tuttavia, gli esperti riconoscono la necessità di flessibilità nella vita quotidiana.

 

Secondo Pecukonis, quando si utilizzano dispositivi, è utile praticare la co-visione: osservare i contenuti insieme ai bambini, commentando, facendo domande e incoraggiando il legame tra il materiale visto e la vita reale. Questo approccio consente di potenziare l’apprendimento e favorire l’interazione sociale, limitando gli effetti potenzialmente negativi dell’esposizione passiva agli schermi.

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