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NASA: il mistero dei detriti di asteroidi “binari” caduti sulla Terra

By Antonio Lombardi
Published 13 Marzo 2026
5 Min Read
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Asteroidi binari

Asteroidi: scoperto uno scambio di rocce prima dello scontro

Il mistero dei detriti di asteroidi Didymos e Dimorphos caduti sulla Terra

Avete mai pensato che gli asteroidi potessero avere un compagno di viaggio, una sorta di “socio” nello spazio profondo? Diciamolo, l’immagine classica è quella di un sasso solitario che vaga nel vuoto, ma la realtà è ben diversa. Circa il 15% degli oggetti che orbitano vicino alla Terra fa parte di un sistema binario. Insomma, non sono soli. Uno dei più famosi, ormai diventato una celebrità scientifica, è il sistema composto da Didymos e dalla sua piccola luna, Dimorphos.

Contents
Asteroidi: scoperto uno scambio di rocce prima dello scontroIl mistero dei detriti di asteroidi Didymos e Dimorphos caduti sulla TerraFacciamo chiarezzaEsperimenti per risolvere un enigma delloo spazio

Tutti ricordiamo quando, nel Settembre del 2022, la NASA ha deciso di schiantare volontariamente una sonda contro Dimorphos. Era il test DART, una prova di difesa planetaria per capire se fossimo in grado di deviare un corpo celeste minaccioso. L’impatto ha funzionato, sollevando una nuvola di massi grandi da uno a sette metri. Eppure, scavando tra i dati raccolti prima che la sonda distruggesse tutto, un gruppo di ricercatori dell’Università del Maryland, negli Stati Uniti, ha notato qualcosa di strano. Sembra infatti che i due asteroidi si scambiassero “regali” (sotto forma di polvere e rocce) già molto tempo prima del nostro arrivo.

 

Facciamo chiarezza

Ma come fa un asteroide a perdere pezzi senza che nessuno lo colpisca? Tutto dipende da come questi giganti di pietra sono fatti. Spesso si tratta di “mucchi di macerie” tenuti insieme a malapena dalla gravità. Quando la Radiazione solare colpisce la superficie, genera un debole Calore. Questo calore, una volta riemesso come Radiazione infrarossa, produce una piccolissima spinta rotazionale. È il cosiddetto effetto YORP.

In effetti, è un processo quasi impercettibile ma implacabile. Crea una forza che fa ruotare l’asteroide sempre più velocemente, fino a quando la forza centrifuga non vince sulla gravità. A quel punto, la superficie diventa instabile. Piccole frane iniziano a far scivolare polvere e detriti nello spazio a velocità ridottissime, paragonabili a quella di una persona che cammina con calma. In Europa come in America, gli astronomi avevano ipotizzato questo scenario, ma non ne avevano mai avuto la prova visiva diretta. Almeno fino ad ora.

 

Esperimenti per risolvere un enigma delloo spazio

Analizzando le immagini ravvicinate, la professoressa Jessica Sunshine e il suo team hanno individuato delle strisce luminose a forma di ventaglio sulla superficie di Dimorphos. All’inizio hanno pensato a un errore della fotocamera, magari un riflesso strano o un problema di elaborazione digitale. Ma, dopo aver pulito le immagini, il pattern era inequivocabile. Sembravano segni di impatti a bassa velocità, come se qualcuno avesse lanciato delle “palle di neve cosmiche” da un asteroide all’altro.

Per confermare questa idea, gli scienziati hanno fatto qualcosa di incredibilmente umano e concreto: hanno giocato con le biglie nella sabbia. Riproducendo in laboratorio la caduta di piccole sfere su una superficie sabbiosa, hanno ottenuto gli stessi identici segni a ventaglio visti nello spazio. Le simulazioni hanno poi confermato che i detriti partiti da Didymos viaggiavano a circa 30,7 centimetri al secondo. Una lentezza estrema, che spiega perché non si siano formati crateri ma solo depositi superficiali. Questi nuovi dettagli, emersi in questo Marzo del 2026, ci dicono che gli asteroidi vicino alla Terra sono molto più dinamici di quanto immaginassimo, un elemento cruciale se un giorno dovremo davvero difenderci da uno di loro.

 

Ecco cosa abbiamo imparato oggi da questo studio:

  • Gli asteroidi binari si scambiano materiale naturalmente a causa della rotazione accelerata dal Sole.
  • L’effetto YORP può causare piccole “frane” spaziali che spostano rocce tra i due corpi celesti.
  • Le tracce su Dimorphos indicano impatti lentissimi, simili al rotolare di una persona a piedi.
  • Queste scoperte migliorano drasticamente i nostri modelli di difesa planetaria contro futuri pericoli.

 

Fonti e approfondimenti:

  • The Planetary Science Journal
  • NASA – DART Mission
  • University of Maryland – Department of Astronomy
  • ESA – Planetary Defence

 

TAGGED:asteroidi binariastronomia osservativadetriti spazialidifesa planetariaeffetto yorpmissione dartsistema solare
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