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Le nuove intuizioni dell’astrofisica: come si diffondono i venti galattici

By Luigi Belli
Published 2 Gennaio 2024
4 Min Read
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Contents
La⁢ scoperta dei venti ⁣galatticiLa rivelazione del​ MUSEStrutture a doppio conoIl​ ruolo⁣ dei gas⁤ in uscita nell’evoluzione cosmicaI venti ⁤galattici ‌nell’universo giovaneNuove intuizioni dal MUSE

La⁢ scoperta dei venti ⁣galattici

Gli astronomi ‍hanno da tempo teorizzato l’esistenza dei venti galattici, flussi di materia ​che si estendono ben oltre i⁣ confini⁣ delle galassie. Questi fenomeni‌ sono stati a lungo ‍considerati rari e difficili da osservare. Tuttavia, recenti ricerche hanno svelato una⁣ realtà sorprendente: i venti galattici sono ⁣in realtà molto ‍più ⁤comuni di quanto si pensasse in precedenza.

La rivelazione del​ MUSE

Il ‌MUSE, uno strumento avanzato montato sul Very Large Telescope dell’European Southern Observatory (ESO), ha ​permesso di osservare circa 100⁤ galassie, rivelando che i venti‍ galattici sono⁣ un fenomeno frequente nell’universo. Questa scoperta ha fornito importanti intuizioni sul ⁣ruolo di questi⁤ flussi nella evoluzione delle galassie e ha confermato i modelli teorici esistenti.

Strutture a doppio cono

Un⁣ team internazionale di ricerca, guidato dal Centre national de la recherche scientifique (CNRS), ha⁢ individuato strutture a forma di‌ doppio cono,‌ caratteristiche dei ‌venti galattici, esaminando un⁣ campione di circa 100 galassie. ​Queste strutture sono visibili solo in specifiche linee spettrali della luce e solo se la sensibilità della misurazione è estremamente alta. In precedenza, solo pochi casi erano noti, la maggior parte dei ​quali scoperti⁢ anch’essi⁢ con l’ausilio del MUSE.

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Il​ ruolo⁣ dei gas⁤ in uscita nell’evoluzione cosmica

Si ritiene ‍che i gas in uscita svolgano un ruolo cruciale nell’evoluzione cosmica delle galassie, regolando la loro⁢ crescita e‍ la formazione stellare. I calcoli teorici prevedono forme “bipolari” per questi flussi, che si estendono sopra e sotto il piano galattico fino al mezzo circumgalattico. Forme simili⁢ sono state osservate direttamente anche in alcune galassie⁢ vicine, come la galassia “sigaro”⁤ M82​ e persino nella nostra Via Lattea, ma ‍in quest’ultimo caso‌ possiamo vedere solo le ⁤regioni più interne ‌e non ⁣possiamo creare un quadro complessivo.

I venti ⁤galattici ‌nell’universo giovane

Le simulazioni cosmologiche della ⁢formazione delle galassie prevedono per l’universo giovane‍ che il fenomeno ⁤dei ⁢venti galattici si verificasse molto ⁤più frequentemente e⁤ intensamente​ durante queste prime fasi: a causa dell’alta attività di formazione stellare ⁣delle giovani ⁣galassie, c’erano più esplosioni di‌ supernove e quindi flussi più forti. ⁢Questi trasportano ​gas ed energia da una​ galassia al suo⁢ ambiente⁣ circostante, privandola del carburante necessario per ulteriore formazione ⁤stellare, mentre‍ allo stesso tempo arricchiscono ⁤il suo ambiente “circumgalattico”. ⁢Si presume‌ che questo processo di feedback ⁢sia un elemento cruciale nella nostra comprensione‍ della⁢ formazione e ‍dell’evoluzione delle ⁢galassie, ma fino ad ​ora è stato‌ solo⁢ insufficientemente vincolato attraverso osservazioni a ⁢causa della difficoltà di rilevare il fenomeno.

Nuove intuizioni dal MUSE

Il nuovo studio con ‍lo strumento MUSE mostra ora direttamente che i flussi ‌di gas galattico si estendono nell’ambiente circostante delle galassie, raggiungendo distanze di oltre 30.000 anni luce. Il segnale osservabile dipende fortemente dall’orientamento della galassia rispetto alla ‌linea di vista: se il sistema è ‍osservato ​di lato, c’è una forte ⁤emissione‌ sopra e⁢ sotto il piano della galassia,⁤ mentre per⁣ le galassie‍ osservate da “sopra” o “sotto”,⁣ il ⁢segnale è più‍ debole e più uniformemente distribuito.⁣ Queste osservazioni confermano ⁣in modo impressionante la forma bipolare precedentemente prevista teoricamente per i flussi, perpendicolari al piano della galassia.

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