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L’impatto dei tagli NIH: a rischio i costi indiretti e i posti di lavoro nella ricerca biomedica

By Stefano Diaz
Published 17 Febbraio 2025
7 Min Read
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Contents
Il rischio dei tagli ai costi indirettiI lavoratori invisibili della ricercaLa burocrazia della ricerca: un lavoro di precisioneLa sicurezza informatica e il futuro della ricercaLa citometria a flusso: un laboratorio a rischioUn futuro incerto per la ricerca biomedica

Pamela Canaday ama il suo lavoro e non ne farebbe mai un altro. Da vent’anni lavora presso l’Oregon Health & Science University di Portland, dove supporta i laboratori di ricerca biomedica gestendo la citometria a flusso, una tecnica che consente ai ricercatori di analizzare i tipi di cellule presenti in un campione. Sul suo profilo LinkedIn, si definisce orgogliosamente una “Nerd della Citometria a Flusso”.

Tuttavia, quando ha sentito parlare dei tagli proposti dal National Institutes of Health (NIH) e della possibilità che posizioni come la sua possano essere eliminate, si è sentita “preoccupata, ansiosa, terrorizzata”.

Il rischio dei tagli ai costi indiretti

Il NIH, il più grande finanziatore pubblico della ricerca biomedica, ha annunciato che, a partire dal 10 febbraio, avrebbe ridotto i budget dei beneficiari, sollevando preoccupazioni sulla tenuta di numerosi posti di lavoro e sulla stessa continuità della ricerca. Nel 2023, l’agenzia ha distribuito oltre 35 miliardi di dollari in sovvenzioni a università, centri medici e istituzioni accademiche.

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La riduzione avrebbe colpito in particolare i costi indiretti, ossia i fondi destinati alle spese operative che non possono essere attribuite a un singolo progetto, ma che risultano essenziali per il funzionamento della ricerca. Questi comprendono connessioni Wi-Fi, smaltimento rifiuti, accesso a riviste scientifiche, amministrazione e regolamenti di conformità. Nel 2023, NIH ha destinato circa 9 miliardi di dollari a tali costi.

Un giudice federale ha temporaneamente bloccato la riduzione dei finanziamenti dopo che diversi stati e università hanno presentato ricorsi legali. Tuttavia, l’incertezza rimane alta, con un’udienza fissata per il 21 febbraio.

I lavoratori invisibili della ricerca

Molti lavoratori del settore si sentono sottovalutati e temono per il proprio futuro. Science News ha intervistato tre professionisti che svolgono ruoli cruciali, spesso dietro le quinte, nella ricerca biomedica:

  • Pamela Canaday, esperta di citometria a flusso all’Oregon Health & Science University
  • Nate Klingenstein, ingegnere di sistemi alla Johns Hopkins University
  • Blake Cowing, amministratore pre-award alla Emory University

La burocrazia della ricerca: un lavoro di precisione

Per quasi 15 anni, Blake Cowing ha aiutato gli scienziati della Emory University a compilare proposte di ricerca per ottenere finanziamenti, inclusi quelli del NIH. Si occupa di garantire che ogni richiesta rispetti rigorosamente le linee guida delle agenzie di finanziamento, evitando errori che potrebbero compromettere l’approvazione di un progetto.

Una proposta di ricerca può superare le 100 pagine, e al momento Cowing sta gestendo 15 richieste per progetti che spaziano dai difetti cardiaci congeniti alle tecnologie mRNA.

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I costi indiretti, spiega Cowing, sono fondamentali per coprire le spese di spazio, utenze, regolamentazione, amministrazione, legale e IT. Le università negoziano i tassi di costo indiretto con il governo, che solitamente variano tra il 30% e il 70% dei costi diretti. In media, tra il 25% e il 40% del budget totale di una sovvenzione è destinato a questi costi, traducendosi in decine di milioni di dollari l’anno per un’università.

Secondo Cowing, anche con il tasso massimo negoziato, molte università operano in perdita. Limitare il costo indiretto al 15% avrebbe quindi un impatto devastante, causando licenziamenti e gravi conseguenze per le economie locali.

“Se questo finanziamento scompare, non so dove potrei trovare un altro lavoro”, ammette Cowing.

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La sicurezza informatica e il futuro della ricerca

Anche il settore IT è direttamente minacciato dai tagli. Nate Klingenstein, ingegnere di sistemi alla Johns Hopkins University, è responsabile della gestione degli accessi informatici per migliaia di medici e ricercatori. Il suo team garantisce la sicurezza e il funzionamento continuo di oltre 2.000 applicazioni, tra cui il sistema utilizzato dai medici per prescrivere farmaci critici.

“Se il nostro sistema di login smette di funzionare, un medico potrebbe non essere in grado di somministrare un trattamento salvavita”, spiega Klingenstein.

Ha calcolato che la riduzione dei pagamenti NIH potrebbe portare a un licenziamento del 30% nell’istituzione, con un impatto devastante sulla collaborazione scientifica e sullo scambio di dati tra università. Un esempio concreto è il progetto della Undiagnosed Diseases Network, una rete che aiuta a diagnosticare e trattare malattie rare. Se NIH riducesse i fondi, la capacità di condividere dati tra istituzioni sarebbe gravemente compromessa.

La citometria a flusso: un laboratorio a rischio

La citometria a flusso è una tecnica essenziale per la ricerca biomedica e ha contribuito allo sviluppo di trattamenti per il cancro. Tuttavia, i laboratori centrali, come quello in cui lavora Pamela Canaday, dipendono interamente dai costi indiretti per operare.

Canaday gestisce strumenti di dimensioni variabili, da quelli grandi quanto un microonde a quelli grandi come un frigorifero, e si assicura che siano sempre calibrati alla perfezione. Ogni giorno, inizia il lavoro con il controllo di qualità delle macchine, che allineano le cellule una per una e utilizzano laser per individuare marcatori fluorescenti.

Quando si verificano guasti, Canaday entra in azione: “La parte più emozionante è quando dobbiamo allineare i laser, indossare gli occhiali di sicurezza e usare i nostri attrezzi per regolare il sistema con precisione millimetrica”.

Sostituire il suo ruolo non è semplice. “Qualcuno potrebbe essere formato per operare le macchine in pochi mesi, ma per diventare un vero esperto servono anni”, afferma.

Un futuro incerto per la ricerca biomedica

I costi indiretti non coprono solo infrastrutture, ma garantiscono il funzionamento di interi ecosistemi accademici. Canaday sottolinea che la ricerca non è fatta solo da scienziati e laboratori, ma anche da personale amministrativo, IT e tecnico, senza il quale l’intero sistema crollerebbe.

“Se non possiamo avere un buon team di supporto, la ricerca non potrà andare avanti”, conclude Canaday.

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