Scienze.com
1.5kLike
Google NewsFollow
  • Home
  • News
  • Chi siamo
  • Contatti
Reading: Il virus Covid-19 sviluppa raramente resistenza ai farmaci e non a lungo
Share
Font ResizerAa
Scienze.comScienze.com
Cerca
  • News
  • Chi siamo
  • Contatti
  • Privacy Policy
  • Cambia Preferenze Cookie
Follow US
© Turismo e Ambiente S.r.l. unipersonale P.IVA/C.F. 08875060967 – Milano (MI)
Home » Il virus Covid-19 sviluppa raramente resistenza ai farmaci e non a lungo
News

Il virus Covid-19 sviluppa raramente resistenza ai farmaci e non a lungo

By Giovanna Russo
Published 26 Settembre 2024
6 Min Read
Share

Il virus Covid-19 sviluppa raramente resistenza ai farmaci e non a lungo

Il virus COVID-19 può sviluppare resistenza ai farmaci, ma non frequentemente e non per lungo tempo. C’è un “basso rischio” che ceppi resistenti si diffondano nella comunità. Paxlovid è un trattamento antivirale di prima linea per coloro che sono a rischio di esiti gravi da COVID-19.

Studio sulla resistenza ai farmaci antivirali

Un piccolo studio condotto su 156 persone affette da COVID-19 ha rilevato che le mutazioni che conferiscono resistenza ai farmaci antivirali erano “comunemente rilevate”, specialmente nei pazienti immunocompromessi. Gli autori sottolineano che la maggior parte di queste mutazioni erano transitorie e si verificavano a basse frequenze. I risultati non indicano che i ceppi resistenti del SARS-CoV-2 diventeranno diffusi, ma rappresentano una scoperta scientifica interessante che gli esperti vorranno monitorare attentamente.

- Advertisement -

Dettagli dello studio

Lo studio si è concentrato sui farmaci antivirali nirmatrelvir e remdesivir. Nirmatrelvir è uno dei due ingredienti attivi di Paxlovid, un farmaco approvato dalla Food and Drug Administration (FDA) per il trattamento del COVID-19 da lieve a moderato. Paxlovid viene assunto per via orale sotto forma di pillola. Remdesivir, commercializzato con il nome Veklury, viene somministrato tramite infusione endovenosa ed è stato il primo trattamento per COVID-19 a ricevere l’approvazione della FDA.

Meccanismi di azione

I due farmaci agiscono in modi leggermente diversi per inibire la replicazione virale, ma entrambi hanno dimostrato di ridurre il rischio che un’infezione da COVID-19 progredisca al punto in cui qualcuno potrebbe aver bisogno di cure ospedaliere. Alcune persone non possono assumere Paxlovid a causa di interazioni con altri farmaci, nel qual caso può essere offerto remdesivir. I Centers for Disease Control and Prevention (CDC) continuano a raccomandare che coloro che sono a maggior rischio di complicazioni da COVID-19 seguano un breve ciclo di uno dei due farmaci il prima possibile dopo l’infezione.

Mutazioni e resistenza

- Advertisement -

Sappiamo che il virus SARS-CoV-2 è incline a mutare, come dimostrato dalle numerose varianti emerse. C’è il timore che tra tutte queste mutazioni possa emergere una che conferisca al virus resistenza a uno di questi farmaci. Un nuovo studio condotto da un team del Brigham and Women’s Hospital di Boston, USA, ha cercato di indagare su questo aspetto.

Partecipanti allo studio

I partecipanti allo studio erano già iscritti al Post-Vaccination Viral Characteristics Study (POSITIVES). Un gruppo finale di 156 persone è stato analizzato, di cui il 73,1% erano donne, con un’età mediana di 56 anni. Di questo gruppo, 63 persone non hanno ricevuto alcun trattamento per COVID-19, 79 hanno ricevuto nirmatrelvir e 14 hanno ricevuto remdesivir. Questa differenza nelle dimensioni del campione riflette il modo in cui questi farmaci vengono utilizzati: Paxlovid è il trattamento di prima linea, quindi molte più persone ricevono questo rispetto a remdesivir, ma è una limitazione dello studio. Un’altra limitazione è che i pazienti che hanno assunto nirmatrelvir erano generalmente più anziani e più probabilmente immunosoppressi; ancora una volta, questo rispecchia il modo in cui il farmaco viene prescritto nella comunità.

- Advertisement -

Raccolta e analisi dei campioni

Sono stati raccolti tamponi nasali per ottenere RNA virale per il sequenziamento, in modo che il team potesse cercare mutazioni di resistenza ai farmaci. Le mutazioni che conferiscono resistenza a nirmatrelvir sono state identificate in nove pazienti che hanno assunto il farmaco e in due che non lo hanno fatto. Nel gruppo di trattamento, la resistenza è emersa più frequentemente in coloro che erano più immunosoppressi. Tuttavia, il 90% di queste mutazioni è stato trovato solo a livelli molto bassi ed erano transitorie, il che significa che il virus è successivamente tornato al suo stato originale.

Conclusioni dello studio

Per quanto riguarda remdesivir, il quadro era simile: le mutazioni sono state trovate solo nei pazienti immunosoppressi (due su 14), e erano a bassa frequenza e di breve durata. Gli autori hanno concluso che i loro dati suggeriscono “un basso rischio per la diffusione della resistenza a nirmatrelvir nella comunità con le attuali varianti e modelli di utilizzo dei farmaci”. In altre parole, Paxlovid non sta perdendo la sua efficacia per il momento.

Implicazioni per il futuro

Hanno aggiunto che “queste mutazioni di resistenza sembravano improbabili essere un contributo sostanziale al rimbalzo virologico dopo il trattamento con nirmatrelvir [e] non sono aumentate in frequenza nella popolazione generale”, il che è una buona notizia. Con un virus astuto come il SARS-CoV-2, abbiamo imparato che è prudente tenere d’occhio come sta evolvendo; ma per ora, almeno, non c’è indicazione che la resistenza agli antivirali diventerà un problema urgente. Se sei in un gruppo a rischio e ti viene offerto Paxlovid o un altro antivirale, sappi che sono ancora strumenti importanti per aiutare a proteggere contro malattie gravi e ospedalizzazioni dovute a COVID-19. Lo studio è pubblicato sulla rivista JAMA Network Open.

Share This Article
Facebook Whatsapp Whatsapp LinkedIn Reddit Telegram Threads Copy Link

Subscribe Newsletter

Subscribe to our newsletter to get our newest articles instantly!
Spazio Pubblicitario
Seguici su:
1.5kFollowersLike
Google NewsFollow
Alla Prima PaginaNews

Cosa succede davvero dopo la morte? Scienza, filosofia e spiritualità

By Stefania Romano
1 Agosto 2026
Ad PremiereAstronomia

NASA: il mistero dei detriti di asteroidi “binari” caduti sulla Terra

By Antonio Lombardi
13 Marzo 2026
Spazio Pubblicitario
Spazio Pubblicitario

Enzo Maiorca, una storia commovente con un delfino

By Giovanna Russo
1 Agosto 2026

Un asteroide grande come un bus sfiora la Terra stasera

By Antonio Lombardi
12 Marzo 2026

Giove: scoperte impronte fredde nelle sue aurore

By Antonio Lombardi
11 Marzo 2026

Il clima si scalda e la grandine diventa gigante: ecco i rischi

By Antonio Lombardi
10 Marzo 2026
Spazio Pubblicitario

Suggeriti per te

Caldo estremo: come temperature elevate trasformano lavoro e mente

Alla Prima PaginaNewsScelto per te
28 Maggio 2025

Blatte e come eliminarle in modo sicuro

Alla Prima PaginaNewsScelto per te
28 Maggio 2025

Pianeta nano 2017 OF 201 riscrive la mappa del Sistema Solare

Alla Prima PaginaNewsScelto per te
28 Maggio 2025

Starship esplode sopra l’Oceano Indiano: un altro test critico per SpaceX

Alla Prima PaginaNewsScelto per te
28 Maggio 2025

Seguici su: 

Scienze.com

© Turismo e Ambiente S.r.l. unipersonale P.IVA/C.F. 08875060967 – Milano (MI)

  • Privacy Policy
  • Chi siamo
  • Contatti
Welcome Back!

Sign in to your account

Username or Email Address
Password

Lost your password?