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La raccolta della nebbia come soluzione per la crisi idrica nelle città del deserto

By Giovanna Russo
Published 21 Febbraio 2025
4 Min Read
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Contents
Un’opportunità per le città deserticheCrisi idrica in Cile e il ruolo della raccolta della nebbiaCome funziona la raccolta della nebbia?Limiti e potenzialità della raccolta della nebbia

Un antico metodo utilizzato dalle comunità rurali per raccogliere l’acqua dalla nebbia potrebbe essere adattato su scala urbana per alleviare la crisi idrica nelle città situate in aree aride. Secondo una recente ricerca, questa tecnica potrebbe fornire un contributo significativo alla disponibilità di acqua potabile in località come Alto Hospicio, una città in espansione nel deserto di Atacama, in Cile.

Un’opportunità per le città desertiche

Piccole comunità in zone aride da tempo sfruttano la condensazione delle minuscole gocce di nebbia per ottenere acqua. Oggi, gli esperti ritengono che questa risorsa potrebbe essere integrata nei sistemi idrici urbani per ridurre lo stress idrico in città più popolose.

Uno studio pubblicato il 20 febbraio su Frontiers in Environmental Science ha analizzato il potenziale di raccolta della nebbia nelle aree circostanti Alto Hospicio, rivelando che è possibile raccogliere fino a 5 litri di acqua per metro quadrato al giorno.

Crisi idrica in Cile e il ruolo della raccolta della nebbia

Il Cile è da anni colpito da una megasiccità, aggravata dalla gestione inefficace delle risorse idriche. Oltre 8 milioni di persone nel paese vivono in condizioni di stress idrico, e le proiezioni per il 2050 indicano un possibile peggioramento della situazione.

Nelle città in crescita del deserto di Atacama, la pressione sulla disponibilità di acqua è particolarmente elevata. Le risorse idriche sotterranee, infatti, vengono spesso deviate per l’estrazione mineraria e per l’agricoltura, lasciando gli abitanti in difficoltà. Alto Hospicio, che conta oltre 100.000 residenti, si affida quasi interamente all’approvvigionamento di acqua trasportata con camion da sorgenti situate a circa 70 chilometri di distanza, ai piedi delle Ande.

In questa regione, durante l’inverno e la primavera, compare un fenomeno meteorologico noto come “camanchaca”, una nebbia costiera generata dall’incontro tra l’aria umida proveniente dall’Amazzonia e le correnti fresche dell’Oceano Pacifico. Questa nebbia fornisce l’umidità necessaria alla flora desertica, tra cui cactus, licheni e alghe.

Come funziona la raccolta della nebbia?

Il sistema di raccolta è relativamente semplice ed economico. Una rete di 1 metro quadrato, posizionata verticalmente e rivolta verso il vento carico di nebbia, permette all’acqua di condensarsi sulla sua superficie e gocciolare in una grondaia di raccolta.

Gli scienziati hanno calcolato che in alcune aree di Alto Hospicio, durante i mesi più nebbiosi, si possono raccogliere tra 0,2 e 5 litri di acqua per metro quadrato al giorno, con risultati migliori nelle zone più elevate.

Limiti e potenzialità della raccolta della nebbia

Sebbene questa tecnica non sia sufficiente da sola a soddisfare l’intero fabbisogno idrico della città, potrebbe rappresentare un prezioso supporto. Attualmente, Alto Hospicio necessita di circa 300.000 litri d’acqua a settimana, il che richiederebbe una superficie di 17.000 metri quadrati di reti per soddisfare il consumo attuale. Tuttavia, con l’aumento della popolazione, la domanda idrica crescerà ulteriormente.

In un contesto di crisi idrica crescente, la raccolta della nebbia potrebbe rappresentare una soluzione complementare, offrendo un’alternativa sostenibile e innovativa per affrontare la sfida della scarsità d’acqua nel deserto di Atacama.

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