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Il mito dei ragni nel sonno: perché crediamo di ingerirli?

By Patrizia Oggiano
Published 13 Gennaio 2025
5 Min Read
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Contents
La scienza smonta il mitoOrigine di un mito popolarePerché il mito persisteE se fosse vero?Conclusione (anche se non dovrei farla)

“Ingoiamo davvero otto ragni all’anno nel sonno?” Questa domanda, che ha alimentato incubi e racconti popolari, si basa su una delle più persistenti leggende urbane. L’idea che i ragni, in cerca di avventure notturne, si infilino nelle nostre bocche mentre dormiamo è diventata talmente radicata che molte persone la considerano un fatto scientifico. Ma da dove nasce questa convinzione? E, soprattutto, c’è del vero?

 

La scienza smonta il mito

Gli aracnofobi possono tirare un sospiro di sollievo: la possibilità che un ragno finisca accidentalmente nella vostra bocca mentre dormite è estremamente remota. Secondo Floyd Shockley, entomologo del Smithsonian National Museum of Natural History, è più probabile vincere alla lotteria che ingoiare un ragno nel sonno. I ragni, infatti, evitano attivamente di interagire con esseri umani addormentati. Un corpo umano rappresenta un incubo per questi piccoli animali: caldo, rumoroso, vibrante e ricco di anidride carbonica, caratteristiche che lo rendono tutto tranne che attraente.

 

L’idea che un ragno possa deliberatamente strisciare nella bocca di qualcuno è ridicola. Rod Crawford, esperto di aracnologia del Burke Museum, sottolinea che non esiste alcun caso documentato di persone che abbiano davvero ingerito ragni nel sonno. “Milioni di persone hanno osservato altri dormire, ma nessuno ha mai testimoniato un ragno che entra in una bocca,” afferma Crawford. Gli aneddoti che circolano – come quelli di ragni trovati in orecchie o nasi – sono privi di prove concrete.

 

Origine di un mito popolare

Ma allora, da dove arriva questa leggenda? La risposta potrebbe essere più ironica di quanto pensiate. Si ipotizza che il mito sia nato negli anni ‘90 come parte di un esperimento sociale. Un articolo, attribuito a una certa Lisa Birgit Holst, includeva l’affermazione sui ragni in un elenco di “fatti” palesemente falsi, dimostrando quanto fosse facile diffondere disinformazione. Ironia della sorte, questa affermazione ha preso piede, trasformandosi in una “verità” popolare. Curiosamente, anche questa spiegazione ha delle lacune: il nome dell’autrice è in realtà un anagramma di “this is a big troll” (questo è un grande scherzo).

 

Gli psicologi della Duke University offrono un’altra chiave di lettura. Secondo loro, il nostro cervello tende a credere automaticamente a nuove informazioni, almeno inizialmente. Questo meccanismo è amplificato dalla ripetizione, che aumenta la percezione della veridicità. Se un’informazione viene ripetuta abbastanza spesso, diventa difficile distinguerla da un fatto reale, anche per gli scettici.

 

Perché il mito persiste

Il fascino del mito potrebbe derivare da un misto di disgusto e curiosità. I ragni, con le loro otto zampe e il loro movimento imprevedibile, sono già per natura creature che suscitano inquietudine. Pensare che possano avvicinarsi così tanto a noi, in un momento di vulnerabilità come il sonno, amplifica questa sensazione. Inoltre, il mito sfrutta una delle nostre paure più profonde: quella di perdere il controllo.

 

La leggenda è diventata così radicata che molte persone la citano come un “fatto” senza verificarne l’origine. Il suo successo è anche un esempio perfetto di come i pregiudizi cognitivi e la disinformazione possano diffondersi rapidamente, specie in un’epoca di informazioni facilmente accessibili ma raramente verificate.

 

E se fosse vero?

Poniamo, per un attimo, che il mito fosse reale: sarebbe davvero un problema? Bill Shear, biologo ed ex presidente della American Arachnological Society, assicura che ingerire un ragno non causerebbe alcun danno. In effetti, potrebbe perfino rappresentare una fonte di proteine extra.

 

In alcune culture, come in Cambogia e Thailandia, i ragni sono considerati una vera prelibatezza. Fritti e serviti come snack, ricordano il sapore del granchio e sono ricchi di sostanze nutritive. Tuttavia, per chi non è abituato all’idea, la prospettiva resta poco appetibile, anche se innocua.

 

Conclusione (anche se non dovrei farla)

Non c’è motivo di temere un’invasione di ragni notturni. Questo mito, benché affascinante e inquietante, si regge su basi completamente infondate. Quindi, dormite sereni: la vostra bocca non è una destinazione ambita da nessun ragno.

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