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Scoperta abissale: Haploniscus hades, l’isopode che porta il nome di Ade

By Valeria Mariani
Published 27 Aprile 2025
3 Min Read
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Un nuovo crostaceo degli abissi porta il nome del dio greco dell’oltretomba

Nel cuore oscuro dell’Oceano Pacifico, in prossimità della Fossa delle Kuril-Kamchatka, i ricercatori hanno identificato una nuova specie di isopode, battezzata Haploniscus hades. Il nome richiama direttamente Ade, il dio greco dei morti, evocando immediatamente le caratteristiche estreme del suo habitat: buio perenne, temperature glaciali e una pressione che schiaccerebbe qualsiasi creatura non adattata.

 

La zona hadale, dalla quale prende il nome anche questa specie, è una delle regioni più remote e inaccessibili del pianeta, eppure pullula di vita criptica e misteriosa. Molti organismi che abitano queste profondità mostrano adattamenti morfologici e comportamentali unici, spesso difficili da distinguere l’uno dall’altro ad occhio nudo.

 

Da un errore di classificazione alla rivelazione di sei nuove specie

Fino a tempi recenti, Haploniscus hades veniva confuso con un’altra specie, Haploniscus belyaevi, descritta nel 1963. Solo grazie all’uso di tecniche genetiche moderne e all’analisi genomica approfondita, è stato possibile chiarire che quello che si pensava fosse un unico isopode era in realtà un complesso di almeno sei specie distinte, tutte appartenenti alla stessa famiglia di crostacei abissali.

 

Ogni nuova specie è stata nominata in onore di figure mitologiche greche, sottolineando il legame tematico tra l’ecologia oscura di queste creature e l’immaginario dell’oltretomba.

 

Un pantheon abissale: i nuovi isopodi mitologici

  1. hades, oltre a vivere nelle profondità infernali dell’oceano, presenta anche una caratteristica curiosa: nasconde le appendici caudali, ricordando agli scienziati il cappello dell’invisibilità di Ade, capace di rendere invisibile chi lo indossava.

 

Ad accompagnarlo ci sono altre cinque specie:

 

  • Haploniscus apaticus, ispirato alla dea dell’inganno Apate, per la sua morfologia simile ad altre specie che lo ha reso difficile da identificare.
  • Haploniscus erebus, dal nome del dio greco dell’oscurità primordiale, un chiaro riferimento al buio eterno delle sue profondità marine.
  • Haploniscus nyx, dedicato alla dea della notte, enfatizzando ancora una volta l’ambiente oscuro in cui prospera.
  • Haploniscus kerberos, omaggio al mitico cane a tre teste Cerbero, si distingue per il suo areale, situato ai margini delle pianure abissali adiacenti alla fossa.

 

Una scoperta pubblicata su Zoosystematics and Evolution

Lo studio, pubblicato sulla rivista Zoosystematics and Evolution, segna un traguardo importante nella tassonomia degli isopodi delle acque profonde. È la prima volta che vengono forniti dati genomici dettagliati per questa particolare famiglia di crostacei, aprendo la strada a nuove esplorazioni e classificazioni nel mondo ancora in gran parte sconosciuto dell’abisso marino.

 

L’intero complesso di specie appena descritte rappresenta un’affascinante convergenza tra scienza, mitologia e biologia evolutiva, portando alla luce un autentico pantheon sommerso nelle profondità più oscure del nostro pianeta.

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