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Il fetore degli escrementi di pinguino terrorizza il krill antartico: meno alghe mangiate e movimenti frenetici

By Giovanna Russo
Published 20 Marzo 2025
4 Min Read
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Il forte odore degli escrementi dei pinguini Adélie genera un evidente stato di panico nel krill antartico, modificandone i comportamenti e riducendone drasticamente l’appetito. A rivelarlo è uno studio pubblicato oggi, 20 Marzo, sulla rivista Frontiers in Marine Science, condotto da un team di ricercatori presso la Palmer Station, nella Penisola Antartica.

 

Gli scienziati hanno scoperto che il solo sentore del guano spinge il krill antartico (Euphausia superba) a fuggire rapidamente e a muoversi in maniera irregolare, disegnando traiettorie a zigzag, come se fosse in preda al panico. La presenza di questo crostaceo è fondamentale per l’intero ecosistema dell’Oceano Meridionale, rappresentando la principale risorsa alimentare per numerosi predatori marini come balene, foche e pinguini.

 

Secondo quanto dichiarato da Nicole Hellessey, biologa marina dell’Università della Tasmania a Hobart, osservare questi spostamenti può fornire indicazioni preziose per individuare aree prioritarie per la conservazione delle specie.

 

Il krill utilizza le sue antenne per individuare non solo il cibo e i partner riproduttivi, ma anche tracce di sostanze nocive. Tuttavia, fino ad ora non era chiaro se fosse in grado di percepire i predatori attraverso segnali olfattivi. Per verificare questa ipotesi, il team di ricerca ha catturato il krill nelle acque antistanti la Penisola Antartica e li ha trasportati presso la Palmer Station, dove sono stati eseguiti esperimenti controllati.

 

All’interno di un canale riempito con acqua marina corrente, gli studiosi hanno introdotto alghe, guano di pinguino Adélie e combinazioni di entrambi, osservando i movimenti tridimensionali del krill grazie a sofisticate telecamere subacquee.

 

Secondo quanto raccontato dall’oceanografo David Fields del Bigelow Laboratory for Ocean Sciences a East Boothbay, nel Maine, lavorare con il krill si è rivelato piacevole, grazie alla sua natura “carismatica e curiosa”. Tutt’altra esperienza, invece, ha rappresentato la gestione del guano: il suo odore era talmente nauseabondo da rendere impossibile la permanenza in laboratorio anche solo aprendo i contenitori di stoccaggio.

 

I risultati sono stati inequivocabili. In assenza di guano, il krill si avvicinava rapidamente alle alghe e rimaneva in zona per nutrirsi. La presenza di escrementi di pinguino alterava però completamente il comportamento dei crostacei: anziché trattenersi vicino al cibo, nuotavano freneticamente avanti e indietro, avvicinandosi alle alghe solo per brevi istanti prima di scappare.

 

Un secondo esperimento ha confermato questi risultati: in contenitori con sole alghe, il krill ha consumato circa il 67% del cibo in 22 ore. Nelle vasche dove era presente anche il guano, il consumo è crollato al 25%.

 

Gli studiosi non sono ancora in grado di identificare con precisione quali composti chimici contenuti negli escrementi scatenino questa reazione. Tuttavia, poiché la dieta dei pinguini Adélie è composta per oltre il 99% da krill, si ipotizza che il guano possa emanare odori riconducibili a crostacei schiacciati. Secondo la stessa Hellessey, il krill potrebbe interpretare questi segnali olfattivi come un allarme di pericolo imminente, evitando così aree in cui un compagno potrebbe essere stato predato.

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