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Taglieri in legno o plastica: qual è davvero più igienico?

By Paola Belli
Published 17 Aprile 2025
4 Min Read
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Contents
Il legno nei taglieri: più pulito di quanto si pensiPlastica: facile da igienizzare ma non sempre più sicuraIl ruolo dei tipi di legno e dei trattamenti superficialiIgiene quotidiana: la vera chiave della sicurezza alimentareConclusioni della ricerca scientifica

Il legno nei taglieri: più pulito di quanto si pensi

Negli anni ’90, il microbiologo Dean Cliver dell’Università della California a Davis ha condotto esperimenti rivoluzionari che hanno scardinato molte certezze nel campo dell’igiene alimentare. L’obiettivo era capire se i taglieri in legno potessero essere puliti in modo altrettanto efficace di quelli in plastica. I risultati furono sorprendenti: in condizioni sperimentali controllate, i taglieri in legno ospitavano meno batteri rispetto a quelli in plastica.

Il legno, pur essendo un materiale poroso, ha dimostrato una capacità straordinaria di assorbire i batteri al suo interno, allontanandoli dalla superficie di contatto con gli alimenti. I batteri assorbiti non sopravvivono a lungo, rendendo così il legno una superficie naturalmente auto-sanificante.

Plastica: facile da igienizzare ma non sempre più sicura

È vero che la plastica è più semplice da disinfettare, soprattutto perché può essere lavata in lavastoviglie. Tuttavia, a differenza del legno, si graffia più facilmente, creando microfessure che possono diventare rifugi per germi e batteri. Queste incisioni, invisibili a occhio nudo, complicano l’igiene nel lungo periodo.

Inoltre, studi recenti — inclusi quelli citati da riviste scientifiche internazionali nel 2023 — hanno sollevato dubbi preoccupanti sulle microparticelle di plastica. Queste minuscole particelle, rilasciate durante l’uso dei taglieri, potrebbero finire nel cibo e, potenzialmente, nell’organismo umano. Anche se la ricerca è ancora in fase preliminare, la questione resta aperta.

Il ruolo dei tipi di legno e dei trattamenti superficiali

Secondo uno studio del 2023, il tipo di legno utilizzato ha un’influenza significativa sull’efficacia antimicrobica. Alcune essenze come quercia rossa e quercia bianca risultano particolarmente efficaci contro la Listeria, mentre il faggio europeo si è dimostrato più attivo contro la Salmonella.

La finitura del legno è un altro elemento cruciale. I trattamenti con olio minerale o olio di lino, pur proteggendo il materiale, limitano la capacità del legno di assorbire i batteri, lasciandone una maggiore quantità sulla superficie per le prime 24 ore. I ricercatori sconsigliano l’uso di prodotti commerciali trattanti, spesso venduti insieme ai taglieri.

Igiene quotidiana: la vera chiave della sicurezza alimentare

Janet Buffer, specialista della Milken Institute School of Public Health alla George Washington University, ribadisce che non è il materiale del tagliere a fare la differenza, ma le abitudini di pulizia. È essenziale lavare ogni tagliere — in legno o plastica — con acqua calda e sapone, risciacquando poi con una soluzione igienizzante (es. 1 cucchiaino di candeggina in 2 tazze d’acqua).

Buffer consiglia di utilizzare taglieri distinti per carne e verdure, e sottolinea che anche i vegetariani devono mantenere elevati standard igienici. Molte verdure a foglia fresca sono spesso implicate in focolai di intossicazioni alimentari.

Conclusioni della ricerca scientifica

Le evidenze attuali, sostenute anche da fonti autorevoli come Scientific American, National Sanitation Foundation (NSF) e Journal of Food Protection, indicano che i taglieri in legno non solo non sono meno igienici, ma in certi casi possono essere più sicuri dei loro equivalenti in plastica, a patto di una corretta manutenzione e pulizia.

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