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Ad PremiereNews

Android introduce il riavvio automatico per proteggere i dati

By Paola Belli
Published 18 Aprile 2025
3 Min Read
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Contents
Android rafforza la privacy: arriva il riavvio automatico dopo tre giorniLa crittografia si potenzia con lo stato ‘bfu’Impatti anche per la polizia e gli investigatori digitaliUna mossa che segue Apple, ma punta a un livello superiore

Android rafforza la privacy: arriva il riavvio automatico dopo tre giorni

Google ha ufficialmente annunciato una nuova funzionalità di sicurezza per Android, denominata “inactivity reboot”, pensata per migliorare la protezione dei dati personali in caso di furto o smarrimento del dispositivo. La nuova misura, già anticipata da alcune indiscrezioni nei giorni scorsi, sarà disponibile a partire dalla prossima settimana attraverso l’aggiornamento 25.14 dei Google Play Services.

Come avviene già da qualche mese sugli iPhone con iOS 18.1, anche Android si riavvierà automaticamente dopo 72 ore di inattività, ma solo se il telefono risulta bloccato e non utilizzato. Al momento del riavvio, il sistema operativo richiederà l’inserimento di un PIN, di una password o di un dato biometrico, impedendo così l’accesso non autorizzato ai contenuti.

La crittografia si potenzia con lo stato ‘bfu’

Il cuore della protezione risiede nel passaggio forzato allo stato chiamato “before first unlock” (BFU). In questa modalità, il dispositivo è completamente crittografato e non è possibile accedere ai dati nemmeno tramite analisi avanzate, rendendo più difficile l’estrazione forense delle informazioni. Si tratta di una barriera di sicurezza progettata per ostacolare furti di dati, anche da parte di strumenti professionali utilizzati dalle forze dell’ordine o da gruppi criminali.

Quando il telefono viene sbloccato almeno una volta, entra nello stato “after first unlock” (AFU), nel quale i dati diventano parzialmente accessibili perché decrittografati dinamicamente dal sistema. È proprio questo stato ad essere comunemente sfruttato dalle autorità per l’analisi dei dispositivi sequestrati.

Impatti anche per la polizia e gli investigatori digitali

Secondo quanto riportato dagli analisti di Bleeping Computer, la novità rappresenta una sfida tecnica importante anche per gli operatori legittimati a indagare sui contenuti dei dispositivi elettronici. I dispositivi sottoposti a sequestro, se lasciati inutilizzati per tre giorni, entreranno automaticamente nello stato bfu, rendendo assai più complicata la lettura dei dati anche per le aziende specializzate in analisi forense digitale.

Una mossa che segue Apple, ma punta a un livello superiore

Il modello sembra riprendere quanto già introdotto da Apple nel novembre scorso, con l’aggiornamento iOS 18.1. Tuttavia, Google ha scelto di integrare questa protezione direttamente nei Google Play Services, il che permette un rilascio più rapido e ampio, non vincolato all’aggiornamento completo del sistema operativo. Una strategia che potrebbe portare benefici immediati a milioni di utenti Android in tutto il mondo.

Fonti autorevoli: Google, Bleeping Computer, Apple.

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